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MARATONA DI PISA, DUE GARE IN UNA

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pisaSportivamente parlando il 2018 e’ stato un anno molto strano. L’infortunio patito a novembre dello scorso anno mi ha costretto ad iniziare senza poter correre ma, siccome io fermo non ci so stare, da febbraio ho iniziato a pedalare e con la primavera ho provato a nuotare con una certa costanza. Insomma l’idea di cimentarmi con il triathlon ha preso forma e mi ha portato a tesserarmi e a svolgere le mie prime due gare a Monopoli e Santisidoro.

 Il nuoto e la bici penso abbiano avuto un ruolo determinante nel mio recupero e cosi’ a maggio finalmente sono ritornato ad indossare la divisa dell’Abacus in occasione della gara di Maglie. Poche gare in ogni caso e la sensazione di aver preso le distanze dal mondo del running che inziava a prendere forma nella mia mente.

Invece, finiti gli impegni legati al triathlon, ecco che a meta’ ottobre fa capolino l’idea di chiudere l’anno con una maratona. Il 2 dicembre la data di Lecce coincide con l’ennesimo viaggio di lavoro e allora seguendo un paio di amici decido di iscrivermi a Pisa.

Inizio cosi’ una improbabile tabella di otto settimane con la consapevolezza di non aver mai corso oltre i 10 chilometri durante il corso dell’anno. Dopo un inizio incoraggiante (ero ancora molto timoroso che si potesse far risentire il fastidio ai flessori) ho inanellato molti piu’ chilometri in aereo viaggiando per lavoro che su strada tra medi, ripetute e lunghi. Alla fine riesco a racimolare 400 chilometri scarsi e come massima distanza un poco rassicurante 26 chilometri (ripetuto due volte).

Nella vita pero’ ogni tanto te la devi giocare e il 15 dicembre con Luigi Zaurito al mio fianco (che nel frattempo ho convinto ad affiancarmi nel viaggio e giacche’ a iscriversi alla 21km) partiamo in macchina alla volta di Pisa. Tralascio (opportunamente) gran parte degli argomenti trattati nelle nove ore che ci hanno accompagnati fino al ritiro dei pettorali ma mi soffermo sulla strategia lungamente discussa e alla fine condivisa: Luigi, terminata la sua gara, avrebbe avuto il tempo per rifocillarsi, cambiarsi e posizionarsi all’altezza del km 37 al fine di accompagnarmi per gli ultimi faticosissimi 5 chilometri.

Dopo il rito della preparazione dell’abbigliamento per la gara e una piacevolissima cena con Pier e Ale (due compagni della squadra di triathlon) rientriamo nel nostro B&B e, spenta la luce, complici anche le birre bevute, mi sento tranquillo e addirittura fiducioso per l’indomani.

Al risveglio ci accoglie il gelo. In realta’ sapevamo gia’ da giorni che la giornata sarebbe stata molto fredda ma ti aggrappi sempre alla speranza che poi magari non ci azzecchino…invece zero gradi e un bel venticello da nord-est di cui vi parlero’ tra poco. Colazione, cacca (fondamentale) e via in centro per raggiungere la partenza. Ritardatari cronici facciamo saltare l’appuntamento preso la sera prima con Pier e Ale e prendiamo posto per la partenza. La mezza e la 42 partono insieme (senza griglie) e cosi’ siamo ben oltre 4.000 pronti a scattare.

Alle nove puntualissimo lo start, non piu’ di 200 metri insieme a Luigi e poi “inboccaalupo” ci separiamo.

La mia idea sarebbe quella di attestarmi sui 5’10” a chilometro magari inserendo ogni tanto un chilometro leggermente piu’ veloce per poi vedere come vanno le cose ma, spinto dal freddo e distratto dalle strade di Pisa al risveglio e dal lungarno, ecco che mi lascio alle spalle e palloncini delle 3 ore e 45 e raggiungo quelli delle 3 ore e mezzo. A questo punto, al quinto chilometro, decido di fare un po’ di strada con loro mentre usciamo da Pisa e ci indirizziamo verso la costa. Al tredicesimo il percorso della mezza fa rientro verso Pisa mentre noi proseguiamo verso il mare per lo piu’ protetti da imponenti pinete. Io approfitto per correre nel cuore del gruppetto per stare coperto e per cercare di ascoltare cosa hanno da dirmi le mie gambe.

Dopo 18 chilometri e mezzo raggiungiamo l’Oasi WWF Dune di Tirrenia e svoltiamo verso sud in direzione di Tirrenia. Il mare non lo vediamo, protetto dagli stabilimenti balneari, ma l’aria gelida adesso ha un sentore salmastro. Passiamo il tappeto della mezza, la media complessiva dice 4’55” al chilometro ma soprattutto le gambe sono ancora agili, mi sento bene. Un altro chilometro e invertiamo la rotta, si va verso nord in direzione di Marina di Pisa. Finalmente dal venticinquesimo chilometro ci fa compagnia, alla nostra sinistra, il mare. Che bei colori e che bei profumi, servono a rassicurarmi e soprattutto a distrarmi.

Al chilometro 29 forse troppo galvanizzato dal mare provo addirittura ad allungare sui pacers ma e’ solo un attimo. Non appena lasciamo la costa per rientrare in direzione di Pisa ecco il vento gelido e a tratti sostenuto di cui avevo accennato prima. Mi dico che non c’e’ problema tanto al km 37 trovero’ il mio angelo custode Luigi che mi accompagnera’ fino al traguardo.

Intanto al chilometro trenta decido di porre fine alla mia prima gara. Mi stacco dal gruppo e mi fermo per bere con un po’ di calma (uno spettacolare the caldo), mangiare un pezzetto di banana e fare un po’ di stretching per i quadricipiti. Chiudo il trentesimo chilometro con le gambe un po’ appesantite ma con la granitica certezza di aver fatto la scelta vincente: adesso inizia la mia seconda gara, gli ultimi 12 chilometri.

Riparto un po’ piu’ lento e inizio a contare, so che tra altri 5 chilometri mi rifermero’ per un altro minuto per mangiare, bere e fare stretching. Malgrado il vento e il freddo (adesso che viaggio scoperto lo sento nelle ossa e soprattutto nelle mani ancora incredibilmente fredde) mi mantengo sul passo di 5’15” a chilometro e viaggio tranquillo. Al trentacinquesimo faccio il seconto pit-stop, un minuto e via verso Pisa.

Finalmente vedo a duecento metri da me in segnale dei 37, adesso Luigi saltera’ fuori e mi raccontera’ com’e’ andata la sua gara e mi sosterra’ con il suo pensiero filosofico. Conto (veramente) i passi e……di Luigi nessuna traccia. Ma guarda che pezzodimenta…e inizio a sorridere pensando a cosa gli sia potuto accadere e intanto prendo un buon passo e sento che dietro di me si e’ accodato un altro atleta, mi ha preso come riferimento e mi segue come un ombra. Nel frattempo finalmente inizia la periferia di Pisa e il vento si affievolisce mentre aumenta la consapevolezza di avecela fatta. Chilometro 40, ormai ho deciso di farla a tappe e mi premio con un terzo e ultimo stop. Tutto da tradizione, the caldo, banana e stretching per alleggerire i quadricipiti.

Gli ultimi due chilometri me li godo al massimo. Lungarno, il pubblico che saluta (anche se mi sono mancati moltissimo i bambini che danno il cinque) e qualche compagno di viaggio da incitare. Come ad Atene per lo stadio Panathinaiko, inizio a immaginare lo scenario immenso di piazza dei miracoli e la sua bellezza mozzafiato. A 500 metri dal traguardo mi sento chiamare, e’ Luigi che mi incita, “dai che e’ finita ca@@o!”, ci diamo il cinque e via verso l’ultima curva dopo aver superato il chilometro 42.

Il momento magico di ogni obiettivo raggiunto questa volta prende le sembianze pendenti della torre e del bellissimo battistero. Mi porto le mani alla bocca rapito da questo incanto e mando un bacio in aria per ricambiare tanta bellezza, mi armo del miglior sorriso di chi sa di avercela fatta e alzando le mani taglio il traguardo in 3h34’20” ben oltre ogni logica previsione.

Luigi da vero amico ha provato ad arrivare al nostro meeting point ma testuali parole “era come se avessi ai piedi delle pinne”. In fin dei conti correre al freddo la mezza in 1h28’ puo’ appesantire. Che dite lo perdoniamo?

Per chiudere un applauso a Pier per il suo nuovo PB di 3h20’ e ad Ale che si e’ dovuto “accontentare di 3h08’.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Dicembre 2018 15:02