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ROMA: IL TRIONFO DELL’IMPERATORE!

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"Andare oltre il limite significa cambiare il modo di vedere le cose", afferma Giampietro Petterson, presidente Missioni Don Bosco, che quest'anno, per la prima volta, ha preso parte alla corsa dei Santi. 

Un evento che coniuga sport e solidarietà, ideato undici anni fa dalla Prime Time Promotions, con l'obiettivo di realizzare una manifestazione in grado di poter rivendicare l'importanza di una festa non solo liturgica, ma anche "popolare".  

Sono circa ottomila gli iscritti all'undicesima Corsa dei Santi svoltasi a Roma, giovedì 1/11/2018, un vero e proprio evento sportivo che ha toccato cuore e mente dei partecipanti. La corsa pensata su due percorsi, uno agonistico e amatoriale di 10km e uno esclusivamente amatoriale di 3km.  

Gli atleti sono accorsi da svariate località sia italiane che straniere, la capitale è diventata ancora una volta la"culla" di diverse realtà, culture e tradizioni. 

Sottolineo, "ancora una volta", perchè la nostra Roma di generazioni ne ha viste e vissute tante, col defluire dei suoi storici eventi; basti pensare a tutti i grandi che in questa città hanno lasciato le tracce, da Cesare ad Ottaviano Augusto, da Bernini a Borromini, da Vittorio Emanuele II a Benito Mussolini.  

 Ritorno, dopo questa breve digressione, alla gara dei santi. Partenza e arrivo previsti a ridosso di Piazza San Pietro. Lo sconcertante clima ha creato attimi di preoccupazione, dal momento che l'incessante pioggia pareva non volesse saperne di smettere. Le strade erano bagnate, i sanpietrini formavano un grigio lastricato suroma3l quale ci si poteva specchiare col rischio di scivolare, ma il bello è arrivato quando tutti coperti da impermeabili e k-way coloravamo le strade dalle tonalità più sgargianti.  

Il ritiro dei pettorali è stato un momento di gioia e risate, eravamo divisi per griglie costituite da tre diversi colori, scelti in base ai risultati delle gare precedenti. I neri rappresentavano i "top runners", seguiti dai rossi e infine i verdi. Ovviamente, in quell'occasione, i neri si esaltavano di fronte ai rossi, ma questi ultimi  non mancavano a far sentire la propria voce, rispondendo ironicamente alle provocazioni degli avversari. Per fare due nomi a caso, cito i mitici Andrea Conte e Massimiliano Greco.  

Ma il bello delle gare è anche questo, cercare di stimolare i compagni in gara col tentativo di poter fare sempre meglio.  

Arrivati a Roma alle sette di mattina, in concomitanza con il ritiro dei pettorali, il quinto piano del Gianicolo era deserto e ancora spento, il bar era quasi pronto a servirci. Ad intrattenerci è stata la generosità di Sabrina Russo, la quale per l'occasione aveva preparato una simpatica torta, dal gusto dolce e delicato di tenera pasta frolla. Gli atleti hanno trasformato il pre-gara in un momento di piacevole convivialità e armonia e dopo aver bevuto tè caldo e caffè, la fila per il ritiro dei pacchi gara ci ha permesso di conoscere e chiacchierare con alcuni dei concorrenti.  

I nostri sguardi erano pieni di gioia ed energia, i nostri corpi erano trattenuti dall'adrenalina che aumentava col crescere del rumore della pioggia che batteva sul selciato. Guardavo mia figlia, la quale sembrava preoccupata e speranzosa, probabilmente, si illudeva del fatto che potesse arrivare qualcuno ad annunciare la sospensione dell'atteso evento. 

Nel frattempo, i podisti si disponevano in ordine, ognuno nella propria griglia di partenza, la pioggia era ormai diminuita, restavano solo i grossi goccioloni che cascavano dalle cornici della città e che tutti cercavamo di evitare. Eravamo in moltissimi, di tutte le fasce d'età, pronti a riscaldarci, scattare foto, rubare selfie, ammirare piazza San Pietro e leggere le antiche iscrizioni in latino. 

La partenza è stata per tutti improvvisa, cercavamo di tenerci uniti non perdendoci di vista,l'importante non era solo correre ma correre insieme verso la stessa meta. Dopo Piazza San Pietro, abbiamo costeggiato Castel Sant'Angelo attraversando il ponte sul Tevere, ma l'emozione più forte l'ho avuta quando ho realizzato di correre a Roma insieme a mia figlia, il percorso lo conoscevo ormai bene ma la sua presenza è stata per me la mia forza, la mia vittoria, il mio podio nel cuore. Mentre le davo consigli sul passo da mantenere per arrivare alla fine senza troppo affanno, lei cercava di ripetermi il senso di quei monumenti e il ricordo delle strade che percorrevamo, univano le nostre più grandi passioni.  

Il momento più magico è stato correre alla destra del Colosseo, guardarlo ogni volta da una diversa prospettiva e angolazione, lascia sempre un nuovo e misterioso segno nell'animo.     

Ci siamo sostenuti a vicenda con la compagnia della nostra compaesana Grazia Lombardo, con la quale abbiamo riso e fantasticato lungo tutto il tragitto, urlando con entusiasmo il nome della città eterna: Roma. 

Il primo eroe a bruciare l'asfalto è stato il Keniano Kipnegetich Sammy, Atletica Salluzzo (00:29:26);  seguito da Mang'Ata Andrews Kwemoi, ASD International security s. (00:29:42); al terzo posto Kanda Jonathan Kosgei, Atl. Castello (00:30:05); di seguito Kisorio Hosea Kimeli, Atl. Virtus Cr Lucca (00:30:12); il quinto italiano Colombini Simone, C.S. aeronautica militare (00:30:15).  

Prima della categoria femminile, Mukandanga Clementine, runner team 99 sbv (00:33:17); seconda Lagat Ivyne Jeruto, #iloverun athleroma5tic Terni (00:33:34); seguita da Maraoui Fatna, c.s. esercito (00:33:37); al quarto posto Yaremchuk Sofiia, a.s.d. Acsi italia atletica (00:34:04); quinta classificata Kemboi Vivian Jerop, atletica Saluzzo (00:34:40).  

Tra gli abacussiani una nota di merito è da attribuire a Greco Massimiliano (00:36:38), il simpatico e valoroso compagno di squadra, soprannominato e riconosciuto da tutti con l'appellativo di "Imperatore". Del resto solo "un imperatore" come lui poteva primeggiare tra i primi vittoriosi. Massimiliano, infatti, col suo ottimo risultato è riuscito a trionfare come quinto della sua categoria e a salire sul podio, ricevendo come segno distintivo una preziosa medaglia incisa.  

Per tutto il viaggio di ritorno, Massimiliano non ha esitato a togliere per un solo attimo le sue medaglie, fiero del suo risultato e raggiante per la sua determinazione.  

Non possiamo tralasciare  l'ammirevole risultato di Bardi Stefano (00:39:13), seguito dal coraggioso Miccoli Davide (00:43:36). Infine, la triade formata da Leo Alessandra, Leo Enzo e Lombardo Grazia, ha chiuroma4so insieme portando a casa lo stesso risultato (1:02:59).  

Gli abacussiani ringraziano calorosamente il presidente Dell'Atti Giovanni, che da Villa ha fatto il tifo per noi e la cara vicepresidentessa Miccoli Giusy, la quale si è preoccupata di organizzare al meglio il viaggio, curando ogni minimo particolare. Giusy, ancora una volta, ha sostenuto con audacia e forte grinta tutti quanti, fiera di accompagnare i suoi abacussiani con altri compagni di viaggio.  

Sabrina Russo, Action Running Monteroni, la quale nonostante il piccolo infortunio al piede ha voluto degnarci della sua compagnia; Il loquace Andrea Conte, Atletica Surbo; Scatigna Sandra con il marito Bernardo Tonio, Paladini Salvatore, Palroma6adini Donato, amici della Salento is Running; Labriola Salvatore, podistica Trepuzzi e infine Caiulo Dionigio che si è unito a noi servendosi della Runner Card.  

Un finale ringraziamento è destinato a tutti i parenti e amici che hanno voluto assistere personalmente a quest'esperienza, al fianco di tutti gli atleti,  vivendo la Corsa dei Santi a 360°.  

Correre lungo le strade della capitale non ha prezzo perchè come disse Alberto Sordi: "Roma non è una città come le altre. E' un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi".  

 
Enzo Leo e Alessandra Leo

 

 

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Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Novembre 2018 14:11