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Home Archivio gare Gare su STRADA nel 2017 Una Maratona per caso...

Una Maratona per caso...

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veronaDomenica 19 novembre 2017 si è svolta la “Verona Marathon” con partenza e arrivo in piazza Bra, alla vista del “Colosseo del Nord”, l’Arena, luogo delle più suggestive manifestazioni culturali e artististiche, soprattutto estive. La 16ma edizione e Campionato Italiano Assoluto e Master di Maratona vista a Verona è stata la più importante quest’anno in Italia perché ha assegnato i Tricolori. Il trionfo maschile è stato per il Keniano Robert Ndiwa che ha corso solitario per 2:12:50, è stato seguito daAhmed Nasef (Atl. Desio) di origine marocchina e monzese d’adozione, che ha chiuso la gara in 2h16:53.

Nella categoria femminile prevale Federica Dal Ri (Esercito), 37enne trentina che porta a termine la gara con un tempo di 2h37:45, il secondo gradino del podio è stato sormontato dalla pugliese Teresa Montrone (Alteratletica Locorotondo) che ha maturato il tempo di 2h38:32.Come sempre in contemporanea si è tenuta la Cangrande Half Marathon e la Last 10km Marathon, per i meno allenati e i non competitivi. Per questa competizione le strade di Verona sono state invase da oltre 11.000 atleti vestiti di colori diversi provenienti dalle diverse regioni verona1d’Italia e non solo, tra questi i caldi colori dell’Abacus, indossati dal sottoscritto nella Maratona e dal nostro Arturo nella Mezza, il quale è stato investito dell’onore di tenere a battesimo il figlio nella sua prima 21,096km. Un saluto, una foto di rito con il compagno di squadra e…. via dopo lo sparo. Verona non sarà “ la Maratona” come la intendono i grandi cultori e appassionati di questo tipo di competizione, ma da grande appassionato di sport e soprattutto di atletica, in cui ci metto anche il cuore, per me ha avuto un valore speciale! Il percorso si snoda tutto nella città, su una corsia preferenziale transennata per quasi tutti i 42 km. Durante i primi Km il morale è….alle stelle, si sorpassa sempre e si ha la sensazione di essere migliore di tanti altri (è solo una sensazione però!), comunque per i  primi 25km mi è sembrato che il tempo avesse le ali, ma non le mie gambe però! Infatti, subito dopo ho iniziato ad accusare un pò la stanchezza nelle gambe e un senso di malessere generale dovuto anche ai bisogni fisiologici percepiti già all'8 km e che ho trascinato fino al 29 km proprio per non perdere il passo. Rallento il ritmo prendendo ad uno dei punti ristoro tutto quello che mi veniva offerto, dall'acqua agli integratori, ai pezzi di banane, alle arachidi, ma il rumore di passi multipli e un aumento del vociare che potevano farmi pensare che i pacemaker delle 4 ore erano alle mie calcagne,  mi fa alzare la falcata, non volevo assolutamente avere alla mia vista quei temuti  ”palloncini” che avrebbero decretato il non raggiungimento del mio obiettivo (tagliare il traguardo al di sotto delle 4 ore, anche se di un solo secondo). Al 33° km oltre alla stanchezza avverto qualche  crampo, per evitare di fermarmi del tutto rallento ulteriormente e resisto ancora per qualche chilometro, esattamente fino al 37esimo km indicato su un palo e, proprio quel palo mi è stato di aiuto per fare un pò di stretching  (purtroppo ormai indispensabile);  è stato proprio come a Roma, quasi allo stesso chilometro….la paura di non farcela pervade la mia mente perchè ai crampi nei polpacci e nei quadricipidi si unisce un dolore articolare della gamba sinistra, ed è qui che la forza di volontà, il costante pensiero di avere all'arrivo dei “tifosi speciali” porta il mio encefalo ad alzare la soglia del dolore tanto da non sentirne proprio per gli ultimi 5 km. A loro dedico queste fatiche, alle mie donne; mia moglie e le mie figlie, pronte a tifare, a sostenermi nella Shakespeariana città dell'amore. All'arrivo infatti sono lì ad attendermi, ad incitarmi e ad urlarmi la “bravura”, mi chiedono di girarmi per una foto, ma le mie orecchie sono fuori uso, sento solo un gran frastuono, un mix di voci, musica, rumori… vedo però un lunghissimo tappeto tricolore, lo attraverso con le braccia alzate e realizzo di  avercela fatta, ma cosa ancora più emozionante è stato non aver visto i palloncini rossi delle 4 ore. L'amico Umberto è l'artefice di questa meravigliosa esperienza, in un primo momento mi ha contagiato con l’idea virale di preparare la Maratona per antonomasia, quella di Atene (alla quale ha partecipato insieme a Max, Michele, Fabrizio e Claudio onorando la nostra associazione con i loro risultati), ma per motivi lavorativi ho dovuto optare per la partecipazione alla Maratona del Barocco che si terrà il 26 c.m a Lecce, destino vuole però che un mese prima della gara, un altro impegno lavorativo sopraggiunge per il 26 novembre. La “malattia maratonesiana” ha ormai contagiato ogni cellula del mio cervello… la sola medicina a questo punto è partecipare alla Verona marathon il 19 novembre a Verona, mai notizia di partecipazione a gare è stata accolta così calorosamente dalla mia famiglia…eh si, perché questo poteva essere un pretesto per riunirla e trascorrere un fine settimana insieme. Verona è una città bellissima da visitare, ma correre una maratona è un’esperienza unica, che rimane indelebile nella mente, è un’esperienza di vita che mette a dura prova il fisico e la mente, ma ti regala un fiume in piena di emozioni indescrivibili.

Classifica 42    Classifica 21


Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Novembre 2017 12:50